Studio sulla melatonina della Seattle University:


MELATONINA


La melatonina, (da non confondere con la melanina il composto responsabile della pigmentazione della pelle) è un ormone derivato dalla serotonina e secreto dalla ghiandola pineale. Delle dimensioni di un pisello è situata alla base del cervello, , la ghiandola pineale desta curiosità

fin dai tempi più remoti. Identificandola con la sede dell’anima, gli antichi greci elaborarono una teoria che sarebbe stata sviluppata in seguito dal filosofo Cartesio. Nel XVII e XVIII secolo i medici associavano la follia alla ghiandola pineale, mentre nei primi anni del 1900 ritenevano che partecipasse in qualche modo all’attività del sistema endocrino. Nel 1958 l’identificazione della melatonina fornì la prima prova scientifica concreta del ruolo fondamentale svolto dalla ghiandola pineale. Oggi si ritiene infatti che essa abbia il compito esclusivo di produrre e secernere melatonina. La funzione esatta della melatonina è ancora in gran parte sconosciuta, benchè sia certo che essa partecipa in misura determinante alla sincronizzazione della secrezione ormonale. Il bioritmo naturale della secrezione ormonale viene definito ritmo circadiano. Il corpo umano è regolato da una sorta di orologio interno che scandisce i tempi dei diversi ormoni atti a regolare le funzioni dell’organismo. Il ruolo chiave della melatonina è quello di cronometro biologico della secrezione ormonale. Essa contribuisce inoltre a regolare i cicli di sonno e di veglia. La liberazione della melatonina viene stimolata e soppressa rispettivamente dalla presenza del buio e della luce attraverso una via nervosa multisinaptica che collega la ghiandola pineale alla retina. Pertanto la secrezione di melatonina dipende in larga misura dalla durata della notte. La maggior parte del processo di sintesi ha luogo in presenza del buio a seguito dell’accresciuta attività dell’enzima serotonin- acetil transferasi. I processi di sintesi e secrezione della melatonina descrivono quindi un modello circadiano normale: più lunga è la notte, maggiore risulta la durata della sintesi e della secrezione. Sottoponendo gli esseri umani a condizione di totale oscurità per 14 ore al giorno in un periodo complessivo di due mesi, , il modello sperimentale di secrezione della melatonina si estende fino ad occupare quasi interamente la fase del buio; parallelamente il ritmo scende sotto le 10 ore quando gli intervalli di luce vengono prolungati a 14 ore, producendo variazioni concomitanti della temperatura corporea e del sonno. Durante la notte, una luce di sufficiente intensità riduce rapidamente la produzione di melatonina. Lo spettro più efficace nel produrre tale riduzione è la banda verde (540 nm) corrispondente al livello di assorbimento della radopsina nell’occhio umano. . questa osservazione riveste notevole importanza per comprendere non solo gli effetti fisiologici della melatonina, ma anche la sua rilevanza nella regolazione dei ritmi circadiani e nel trattamento di numerose patologia che possono innescarsi se tale ritmo viene alterato. All’alterazione di tale ritmo pare infatti siano legate molte patologie, come vedremo in seguito. Vedremo che primo fra tutti può essere alterata la secrezione delle varie ghiandole la cui funzione è strettamente legata all’ipofisi. Questo fa comprendere anche quando possano essersi alterati tali ritmi con il passaggio dalla civiltà agricola dove il sonno e la veglia erano molto più legati alla luce del sole, alla civiltà industriale con l’introduzione di fonti luminose che sono andate sicuramente a disturbare i ritmi circadiani. Un altro aspetto interessante è che la melatonina è un ormone ubiquitario in tutti gli esseri viventi. Tutti gli esseri viventi infatti sono soggetti al ritmo circadiano sonno – veglia. La struttura della melatonina degli altri mammiferi è praticamente identica alla nostra. Quello che è stupefacente è che anche gli insetti sono soggetti a ritmi circadiani e probabilmente in loro è presente un ormone che se non è uguale al nostro ha perlomeno la stessa funzione. I moscerini se restano 10 ore senza dormire muoiono; gli altri insetti possiedono pure questo ritmo anche se con delle variabili modeste. Alcuni insetti invertono il ritmo e dormono di giorno (vedi zanzare), significa che in loro l’ormone del sonno viene prodotto con la luce, diverso è per le api e le formiche e molti altri insetti che dormono tranquillamente come noi. In questo senso alcuni ricercatori ritengono che la melatonina sia il primo ormone che è stato prodotto nella storia della vita.


FARMACOLOGIA


Oltre a partecipare alla sincronizzazione della secrezione ormonale è stato dimostrato che la melatonina esercita effetti antiossidanti. Una simile azione può contribuire a spiegare alcuni studi compiuti sui ratti, in cui si evidenzia un allungamento, per altro modesto , della vita conseguente all’integrazione di melatonina. A questo effetto antiossidante si era data in passato troppa enfasi, in realtà l’effetto antiossidante è modesto, paragonabile a quello della Vit C e della Vit E. Pertanto tutte le patologie conseguenti ad un disturbo nella secrezione della melatonina sono ascrivibili ad un alterazione del ritmo circadiano ed all’influenza che esso ha per la regolazione di tutte le ghiandole del corpo con i rispettivi ormoni. Si è visto anche che altre funzioni che no sembrerebbero strettamente collegate con la secrezione ormonale possono risentire pesantemente di una rottura o di un disturbo del ritmo circadiano. Ad esempio è stato evidenziato che una rottura di tale ritmo provoca una caduta delle difese immunitarie talvolta mortale. E questo potrebbe spiegare la sua azione come antitumorale come vedremo in seguito.


APLICAZIONI CLINICHE


Sindrome di Jet-Lag
Numerosi studi hanno dimostrato la considerevole efficacia nel trattare la sindrome di Jet-Lag. Si ha un pronto recupero del sono anche dopo lunghi viaggi (es Stati-Uniti - Australia) che con i comuni sonniferi non avviene.
Insonnia
La melatonina viene comunemente usata nell’insonnia alla dose di 1-3 mg. Si è visto che nell’insonnia hanno maggior efficacia i prodotti a rilascio lento di melatonina che non quelli a rilascio rapido. In teoria la secrezione endogena dovrebbe essere sufficiente, ma poiché la secrezione di melatonina è in parte legata alla Vit B12, e nell’anziano questa vitamina viene assorbita poco o talvolta non viene assorbita affatto (mancanza del fattore intrinseco a livello dello stomaco) ne risulta che molto più spesso l’anziano dorme poco o ha frequenti risvegli o ha difficoltà ad addormentarsi. Poi si è visto che la produzione di melatonina è legata anche ad altre vitamine e ad alcuni oligoelementi, ma in questo senso gli studi sono ancora in corso. Si è visto comunque che nell’insonnia si ha una buona risposta anche con la semplice assunzione di Vit B12 (a meno che non vi sia una mancanza del fattore intrinseco); in tal caso si deve ricorrere alla Vit B12 per via iniettiva.
Cancro
E’ stato dimostrato che la melatonina inibisce numerose forme tumorali, in particolar modo quelle associate all’attività ormonale, come i tumori della mammella e della prostata. E’ stato dimostrato che essa inibisce tanto la fase iniziale quanto lo sviluppo del cancro. Durante la notte l’esposizione alla luce deprime rapidamente la produzione pineale ed i livelli ematici di melatonina nell’uomo e negli animali. . Analogamente i livelli de melatonina vengono ridotti anche con l’esposizione a vari campi magnetici statici ad impulsi. La riduzione dei livelli di melatonina causata dall’esposizione a campi elettromagnetici artificiali può rappresentare un fattore di rischio significativo di cancro. Se alcuni tumori sono strettamente legati all’attività ormonale (prostata, mammella, tiroide), altri tumori possono dipendere da una caduta delle difese immunitarie causate dalla mancanza di sonno. Ormai sono stati prodotti circa 300 studi clinici relativi all’attività antitumorale della melatonina, ed a questo proposito si sono utilizzati dosaggi estremamente bassi e dosaggi estremamente alti che hanno verificato che non è tanto la quantità di melatonina che conta ma la sua capacità di ristabilire il ritmo circadiano; in questo senso una dose di 2 mg può essere altrettanto efficace di una dose di 40 mg. Pertanto è il ritmo circadiano che viene ristabilito più che la melatonina in se che ha effetto antitumorale, in questo senso chi ha un ritmo sonno-veglia normale non ha nessun bisogno di assumere melatonina, visto che gli basta la sua endogena come preventivo dei tumori.. In questo senso possiamo comprendere quanto sia importante dormire adeguatamente, perché durante il sonno vengono secrete una serie di sostanze che hanno un effetto anticancerogeno e che vengono tuttora studiate.
Depressione psichica
I primi studi sono stati condotti negli anni 80 nei pazienti affetti da depressione psichica e si sono riscontrati livelli di melatonina inferiori alla norma. Un attenta analisi ha dimostrato che la depressione dipendeva più dalle ore dormite che dai livelli di melatonina. Pertanto l’uso di melatonina in caso di depressione ha senso solo in mancanza di sonno e solo se la melatonina endogena non è sufficientemente prodotta. Alcuni pazienti depressi hanno mostrato un notevole peggioramento a seguito della somministrazione di melatonina durante il giorno; pare che questo sia dovuto ad un inibizione della melatonina endogena e conseguente alterazione del ritmo circadiano.
Dosaggio
Il dosaggio di 3 mg ( in chi non la produce da se) generalmente è sufficiente. E’ importante l’ora di somministrazione che deve essere sempre intorno alle 23 o perlomeno dalle 23 alle 24.
Tossicità
Sebbene l’integrazione di melatonina alle dosi consigliate sembri non provocare effetti collaterali gravi, è ragionevole supporre che essa, se presa male, possa alterare il normale ritmo circadiano. Nell’ambito di uno studio, la somministrazione di una dose giornaliera di 8 mg, protratta per soli 4 giorni, ha provocato un importante alterazione del ritmo sonno-veglia. Non sono a tutt’oggi noti gli effetti che possono essere esercitati alle dosi comunemente consigliate (per esempio 3 mg) se presi male (ad esempio durante il giorno). Se presa nell’ora consigliata la melatonina non sembra avere nessun effetto collaterale.

 

Josep E.Pizzorno e Michael T.Murray della Seattle University.

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