Il dispendio energetico potrebbe variare in base al momento del giorno. Quando è meglio consumare i pasti più calorici?

“Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero” è un vecchio detto popolare, probabilmente privo di fondamento scientifico. Tuttavia, in base ad uno studio recentemente condotto in Germania e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, un razionale forse potrebbe esserci. In particolare, sembra che il consumo di una colazione abbondante e una cena discreta possa essere il segreto per incrementare il dispendio energetico ed evitare chili di troppo. In che modo?

L’ipotesi che gli esperti intendevano testare era quella secondo cui il dispendio energetico post-prandiale, la cosiddetta termogenesi indotta dalla dieta (DIT), variasse in base all’ora del giorno e all’apporto calorico. Per questo è stato organizzato uno studio randomizzato crossover su 16 uomini normopeso, nel quale i partecipanti consumavano per 3 giorni una colazione con un apporto calorico pari al 69% dell’energia giornaliera e una cena con un apporto calorico pari all’11% dell’energia giornaliera,e poi, dopo almeno 2 settimane di wash out, l’esatto contrario per altri 3 giorni. Nel periodo di studio, ai partecipanti è stato chiesto di rispettare 7 ore e mezza di riposo notturno, dalle 11.30 di sera alle 7 di mattina, e di evitare sforzi fisici ed emotivi. Durante la giornata, i soggetti potevano leggere, disegnare, guardare la TV, svolgere dei giochi, ascoltare musica, stare al computer oppure rimanere in posizione sdraiata. La colazione veniva somministrati alle 9, il pranzo alle 14 e la cena alle 19.

Nel corso dello studio, la termogenesi è stata misurata attraverso calorimetria indiretta a distanza di mezz’ora, un’ora e mezza, 2 ore e mezza e 3 ore e mezza dopo la colazione e la cena. Venivano inoltre valutati parametri ematici come glicemia e insulinemia, oltre che fame e appetito per i dolci, con apposite scale visive.

A parità di kcal assunte, la termogenesi indotta dalla dieta è risultata 2,5 volte maggiore al mattino dopo colazione rispetto alla sera, a prescindere dall’apporto calorico del pasto. A livello ematico, la glicemia era più alta del 17% dopo una cena ipocalorica, rispetto ad una colazione ipocalorica.

Dai risultati è emerso anche che una colazione a basso apporto calorico (11% dell’apporto calorico giornaliero) si associava ad un aumento significativo dell’appetito e del desiderio di dolci durante il resto del giorno.

In conclusione, i dati dello studio suggeriscono che il momento del giorno in cui il cibo viene assunto possa determinare importanti differenze a livello di dispendio energetico e risposte metaboliche, offrendo dati, seppure preliminari, a supporto del consumo di pasti più calorici nelle prime ore della giornata, sia nei riguardi della prevenzione dell’obesità che nella riduzione del peso corporeo.

Richter, J., Herzog, N., Janka, S., Baumann, T., Kistenmacher, A., & Oltmanns, K. M. (2020). Twice as High Diet-Induced Thermogenesis After Breakfast vs Dinner On High-Calorie as Well as Low-Calorie Meals. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolis.

Fonte:https://www.nutrimi.it/colazione-da-re-e-cena-da-povero-il-segreto-contro-i-chili-di-troppo/?fbclid=IwAR0_lB81hi59HSRoKX9LwJxHGBkBSZuZmMMlcwnDEC9_ocGZMiYdmIbU_-c


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