DIETA CHETOGENICA ?

Si, ma quale?

Nozioni sparse su Chetogenesi, Chetosi, Dieta Chetogenica

Per chi non ne sa nulla, per chi crede di sapere tutto

Attenzione: i concetti espressi sono al massimo della loro semplificazione, anche se in realtà dannatamente più complessi



  1. La Terapia Dietetica Chetogenica nasce in ambito clinico negli anni 20 del secolo scorso, ed in fondo a questo articolo troverete vari link di approfondimento. Purtroppo, grazie alla sua documentata efficacia, soprattutto in questi ultimi paio d'anni è diventata (quasi) una moda, ed una moltitudine di persone che ne scrive e ne parla

Successo a lungo termine con una combinazione dieta chetogenica/dieta mediterranea.

Uno studio italiano ne dimostra l’efficacia a lungo termine sul controllo ponderale.

I protocolli per la riduzione del peso corporeo possono essere considerati efficaci solo se potranno dimostrare risultati coerenti a lungo termine. Questo obiettivo spesso sfugge, tanto è vero che il termine "yo-yo" è usato per descrivere la perenne battaglia perdita/ riguadagno di peso che affrontano le persone obese.

 

Una dieta chetogenica può scatenare diversi sintomi para-influenzali nelle prime settimane. Il picco viene raggiunto entro 7 giorni per poi decrescere e scomparire nel giro di quattro settimane. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Frontiers in nutrition.e condotto attraverso il monitoraggio di diversi forum on line dedicati alla cosiddetta keto-flu, o influenza da chetosi, che colpisce frequentemente chi decide di seguire una dieta low-carb.

  

Una dieta ricca di grassi e povera di zuccheri può notevolmente alleviare il dolore aumentando la capacità del corpo di produrre energia migliorando il funzionamento dei mitocondri.

Prima di entrare nel dettaglio della Dieta è bene fare alcune considerazioni: 

 

Una dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico,

supportata da integrazione proteica, può rappresentare un valido strumento

per trattare l’obesità e, contestualmente, indurre remissione di diabete di tipo2.

Queste le conclusioni di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Antonino De Lorenzo, direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell'Alimentazione dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e pubblicato su Nutrients. Il diabete di tipo due è una delle malattie più frequentemente correlate all’obesità e il trattamento a lungo termine di quest’ultima, nonché la regressione della prima rappresentano una delle sfide più difficili nella pratica clinica. Il fallimento, in questo senso, di diete che portano a rapide perdite di peso sono legati a un depauperamento della massa magra, responsabile di scatenare, a fine trattamento, una serie di eventi metabolici che portano addirittura a recuperare più peso di quello inizial

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