É una delle domande che molti, ed anche spesso, si pongono. Vediamo ora di capirci qualcosa di più.

Innanzi tutto, chetogenica o non chetogenica, bisogna sempre ricordarsi che alla parola alcol si deve sempre associare la parola moderazione.

Affinchè si possa restare in chetosi, e quindi continuare a sintetizzare corpi chetonici (chetogenesi),

il macronutriente che si deve tenere maggiormente e sempre sotto controllo sono i carboidrati assimilabili , chiamati anche "carboidrati netti", e cioè quelli che il nostro organismo può, con una cascata di reazioni enzimatiche, ridurre fino a farli diventare glucosio e fruttosio ed immetterli in circolo.. Le bevande alcoliche, quindi il vino, la birra, i distillati, i liquori, eccetera, possono contenere da 0 g/100ml in su.

Come si fa a sapere che percentuale di grammi di carboidrati netti per ogni 100ml di bevanda alcolica ci sono?

Alle volte è semplice, alle volte difficile se non si hanno competenze o strumenti, alle volte impossibile. Partiamo dalle cose facili: premesso che per la legislazione vigente, a livello italiano e di regolamenti comunitari, non è prevista la dichiarazione nutrizionale per una bevanda alcolica, alcuni produttori ci facilitano la possibilità di scoprire l'esatto contenuto di carboidrati presenti in quella bevanda. Un esempio su tutti, le Birre Caulier: il produttore in questo caso rende disponibile sia il tasso alcolico che è l'unico valore obbligatorio, che il valore della energia espressa in Kcal/100ml. Con questi due valori, e con una semplice operazione matematica, noi saremo in grado di calcolare esattamente quanti grammi di carboidrati ci sono in questo prodotto, visto che le Kcal non sono influenzate da grassi e da proteine in questo caso, ma esclusivamente da alcol e carboidrati. Per darvi la possibilità di calcolare il contenuto di carboidrati netti, ecco i calcoli che dovete fare.

  1. Versione semplice: prendiamo una etichetta come esempio, la 28 White Oak IPA: vengono dichiarati alcol al 5,5%, e 30,8 Kcal/100ml. Per prima cosa calcoliamo quanti grammi di alcol ci sono (NON 5,5): 1ml di alcol pesa 0,789g (o 789mg se preferite), quindi moltiplicando il tasso alcolico 5,5 per il tasso di conversione 0,789 si ottengono i grammi di alcol ogni 100ml, e cioè 4,34g. Ora bisogna moltiplicare i grammi di alcol per le loro Kcal/g, che sono 7, per scoprire che le Kcal che l'alcol fornisce a questa birra sono 30,38. Nella nostra etichetta vediamo che il produttore dichiara 30,80 Kcal/100ml, quindi facendo la differenza tra Kcal totali - Kcal dell'alcol, si ottengono le Kcal date da altro, che in questo caso sono 30,80-30,38=0,42. Significa che per ogni 100ml di questa birra ci sono 0,42Kcal originate da carboidrati, e sapendo che per convenzione 1g di carboidrati equivale a 4Kcal, con una semplicissima proporzione, che non starò a spiegare perché si studia alle medie, si scopre che 100ml di questa birra contengono la considerevole quota di 105mg di carboidrati netti, quindi una bottiglietta da 33cl contiene in totale ben 0,346g di carboidrati (o se preferite 346mg).
  2. Versione difficile: quando il produttore, che ricordo non è obbligato per legge, non indica il valore delle Kcal/100ml, ci manca un elemento per procedere con i calcoli spiegati prima, e dobbiamo cercare di scoprire quanti carboidrati ci siano con un altro sistema, ovvero usaando un rifrattometro. Bisogna sapere che meno costano meno sono affidabili e minore sarà l'accuratezza della misurazione, però anche con prodotti da 30€-50€ si può avere una discreta approssimazione.
  3. Versione impossibile: per esempio un liquore come la crema di whisky (Baileys ), dove nella preparazione vengano usati altri ingredienti portatori di grassi; anche se avessimo l'indicazione delle Kcal, non potremmo calcolare nulla senza l'indicazione della quantità di grassi, che ricordo ancora non è obbligatoria perché le normative sugli alcolici non obbligano a mettere la dichiarazione nutrizionale (valori nutrizionali) in etichetta, e neanche gli allergeni. E con il rifrattometro non si va da nessuna parte perché la crema whisky è opaca ed i grassi non vengono letti dallo strumento.

Dopo questa introduzione, vediamo i tenori medi di carboidrati di alcuni alcolici ogni 100ml:

  • A ZERO CARBOIDRATI: quasi tutti i distillati, come grappa, rhum, whisky, gin, vodka, eccetera, gli champagne PAS-DOSÉ ed alcuni spumanti italiani (Ferrari o Franciacorta, per fare due nomi esemplificativi) 
  • FINO A 5g DI CARBOIDRATI: i vini rossi e bianchi secchi, il prosecco, gli spumanti brut ed extra-brut, quasi tutte le birre, eccetera
  • SOPRA I 5g: tutte le altre bevande alcoliche, dai liquori come i vermouth o le creme-di-qualcosa, i vini liquorosi, gli spumanti dolci, gli alcolici aromatizzati, fino ad arrivare per ultimo allo Zinfandel.

 

Si, tutto bello, ma ancora non sapete se potete o meno bere un alcolico. La risposta è complessa, non è si, non è no, ma è DIPENDE! 

Dobbiamo ricordare che, chetogenica o non chetogenica, come scritto all'inizio, con l'alcol bisogna sempre usare la moderazione, perché l'alcol per il nostro organismo è una molecola tossica, che per fortuna il nostro organismo è in grado di eliminare. [non esistono bevande alcoliche “keto friendly”! Tutte le bevande alcoliche contengono alcol etilico (etanolo) che si converte in ACETALDEIDE: sostanza estremamente tossica. Fortunatamente abbiamo enzimi che riescono a convertire buona parte dell’acetaldeide (90-95%) in acido acetico che non è affatto deleterio. L’altra parte di acetaldeide (il restante 5-10%) l’organismo cerca di espellere attraverso la respirazione, le urine e il sudore. Tuttavia la capacità del fegato di elaborare l’alcol è limitata: gli enzimi che si occupano di questi processi di elaborazione dell’alcol riescono a detossificare all’incirca 6-7 grammi di alcol all’ora, massimo 10  (questa tra l’altro è mediamente la quantità di alcol presente in un tipico drink). Le sostanze tossiche in eccesso vanno quindi in giro per il corpo, causando effetti significativi. A livello cerebrale l’alcol esercita un’azione depressiva, rallenta l’attività dei neuroni e altera il sistema nervoso. A livello epatico l’alcol danneggia seriamente le cellule del fegato. L’abuso di alcol può determinare l’insorgenza di steatosi epatica (fegato grasso), fibrosi e cirrosi].

Durante uno stato di chetosi alimentare fisiologica, assumendo alcolici ci si ubriaca molto più facilmente, e per un certo periodo di tempo viene inibita la lipolisi. Quindi più che si o no, bisogna interrogarsi sulla opportunità di farlo o meno. Se si è seguiti da un professionista per il dimagrimento (riduzione della massa grassa e dei centimetri di circonferenza), difficilmente vi sarà permesso bere alcolici, anche se a 0 carboidrati, perché sarebbe sciocco seguire un protocollo per il dimagrimento ed assumere una sostanza che blocca il dimagrimento, che ne pensate? Sempre e comunque fate riferimento al professionista che vi segue, soprattutto in caso di protocolli terapeutici in campo neurologico, ginecologico, o altri, perché l'alcol potrebbe influire anche con l'assunzione dei farmaci.

E se dopo tutto questo, siete ancora intenzionati a consumare un alcolico, ecco un paio di suggerimenti :

  • uno champagne pas-dosé
  • un franciacorta
  • una birra Caulier
  • un vino secco, rosso o bianco che sia
  • un paio di cocktail: Cuba Libre 0, fatto con rhum e cola 0, un Gin&Tonic 0, fatto con gin e tonica 0, oppure il mio preferito, un Mojito 0, pestellando le foglioline di menta con Eritritolo (e NO, non potete usare il Tic o il Dietor al posto dell'eritritolo) un po' di succo di lime, il tutto allungato con soda (che per noi poverih va bene l'acqua minerale molto frizzante) ed un paio di gocce di Angostura. E tanto ghiaccio.

Buona Estate, e, se bevete, fatelo responsabilmente e con la testa.

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