Il recente aumento in tutto il mondo delle malattie immunitarie e infiammatorie idiopatiche come la sclerosi multipla (SM) e le malattie infiammatorie intestinali (IBD) è stato collegato a fattori ambientali e cambiamenti dello stile di vita scorretto della società occidentale.

Oltre all’alimentazione, uno dei cambiamenti nella nostra vita quotidiana è una diminuzione all'esposizione alla luce solare / UVB con la conseguente compromissione della produzione di vitamina D e questo fattore pare possa incidere anche su cambiamenti disbiotici nella composizione del microbioma intestinale.

In un recente studio è stato valutato se l’esposizione della pelle alla luce ultravioletta B (NB-UVB) a banda stretta per aumentare i livelli sierici di vitamina D potesse modulare anche la composizione del microbioma intestinale umano e sono stati effettivamente riscontrati cambiamenti in risposta alla luce UVB. 

I criteri di inclusione del disegno dello studio sono stati molto selettivi reclutando solo partecipanti di sesso femminile con l'obiettivo di ridurre tutti  i possibili fattori di confusione come etnia, sesso ed età anche se, per trarre conclusioni più precise sul microbiota di tutti gli esseri umani, lo studio dovrebbe essere ripetuto in una coorte più ampia ed includere anche diversi tipi di pelle ed entrambi i sessi .

I dati emersi, comunque, fanno supporre che la risposta del microbioma intestinale all'esposizione ai raggi UVB sia indipendente dal sesso e che i risultati potrebbero essere simili anche nella popolazione maschile. 

Nei risultati supportati dalle osservazioni dei ricercatori si evince che gli esseri umani mostrano fluttuazioni stagionali nella loro composizione del microbioma  potenzialmente coincidenti con le fluttuazioni dei livelli sierici di vitamina D durante le quattro stagioni . 

Già in precedenti segnalazioni, fluttuazioni stagionali della composizione del microbioma umano erano state notate.  

Tali cambiamenti erano stati associati a diverse disponibilità e consumo di cibo  tra le diverse stagioni dell'anno ma sulla base dei risultati di questo studio emerge invece che la luce UVB può modulare rapidamente il microbioma intestinale senza alcun cambiamento della dieta  e quindi non si può escludere che l'esposizione al sole contribuisca alla variazione stagionale nella composizione del microbioma .

Dallo studio si è inoltre potuto dedurre che anche se  la variazione stagionale del microbioma non ha effetti evidenti su individui sani potrebbe però essere di maggiore importanza per le persone con disfunzione immunitaria. 

Diverse malattie infiammatorie croniche infatti, in base alle diverse stagioni, mostrano un’alternanza fra fasi acute (recidive), nelle quali si presentano nuovi sintomi, e fasi di remissione, in cui i sintomi quasi scompaiono e quindi si deduce che siano fortemente associati a bassi livelli sierici di vitamina D.

Questo è il primo studio che dimostra che gli esseri umani con bassi livelli sierici di 25 (OH) D mostrano evidenti cambiamenti nel  microbioma intestinale in risposta all'esposizione cutanea NB-UVB aumentando i livelli di 25 (OH) D, suggerendo così l'esistenza di una nuova pelle -asse intestinale che potrebbe essere utilizzato per promuovere l'omeostasi intestinale e la salute.

 

Il materiale supplementare per questo articolo può essere trovato online all'indirizzo: 

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2019.02410/full


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