Chi più chi meno, tutti utilizziamo gli agrumi, e voi?

Li spremete? Mettete una fettina nella vostra bevanda preferita o nell'acqua minerale? Grattugiate la buccia quando preparate qualcosa in cucina per sentirne il profumo degli olii essenziali? Li frullate interi insieme ad altra frutta?

 

Bene, tutto bene, ma fate anche caso al fatto che la buccia sia edibile quando li acquistate? Controllate la loro provenienza?

Oggi diamo uno sguardo a dei semplici limoni visti in un supermercato, giusto per ribadire l'importanza del leggere bene le etichette di qualunque alimento stiamo per acquistare, sia nel reparto frutta e verdura che negli scaffali dei prodotti industriali. Poi, se si è consci di quel che si ha davanti ovviamente si è liberi di acquistare e consumare quel che si vuole. Le foto sono decisamente fatte male a causa dello smartphone posseduto che è tra i modelli più economici in commercio, quindi si è provveduto a riscrivere le indicazioni in etichetta. Pronti? partenza!

1) cominciamo con il "fastidio" di trovare i limoni sfusi in una cassetta, con la bella etichetta in vista che li da come origine italia, mentre sulla cassetta l'origine è sudafrica.... NO COMMENT! 

 

2) gli stessi limoni si trovano anche nel ripiano sotto, confezionati in comode reticelle da 700g, costano circa 50 centesimi di più al kg, e sulla etichetta della rete si può leggere serenamente:

a) E904: gommalacca (Shellac), una resina organica secreta da un piccolo insetto, la Tachardia lacca della famiglia della Cocciniglie, alla quale é imparentata, per intendersi, la famiglia dei comuni afidi

b) E914: Cera polietilenica ossidata (lucidante) Prodotto di sintesi. Prodotto ottenuto per ossidazione catalitica di polietilene a basso peso molecolare. In pratica si formano dei gruppi esterei lungo la catena idrocarburica che rende il composto del tutto simile ad una cera naturale, salvo il peso molecolare medio che rimane sempre molto elevato. Ha un aspetto molto simile a quello delle cere microcristalline ed un colore variabile dal bianco al giallastro in funzione del grado di ossidazione.Viene considerato atossico, ma non commestibile (???). La buccia degli agrumi trattati non può essere usata.

c) IMAZALIL: L'Imazalil è un fungicida utilizzato per conservare più a lungo gli agrumi.Viene applicato per immersione o atomizzazione, si deposita sulla buccia porosa ed in piccole quantità penetra all'interno degli agrumi per renderli resistenti nel tempo.L'imazalil è cancerogeno ed attualmente la normativa europea è estremamente permissiva rispetto all'impiego di questo fungicida. Unica nota per le aziende alimentari: vietato utilizzare la buccia di questi agrumi per fini alimentari!

d) ORTOFENILFENOLO: è uno dei normali additivi autorizzati presenti in commercio anche in Italia. La sua sigla è E231. Come spesso avviene per questi casi, non è possibile conoscere la tossicità degli additivi perchè questa viene testata con animali e i risultati ottenuti non possono essere trasferiti all'uomo. Non sembra per il momento essere collegato ad effetti tossici nell'uomo.

Tutte le sostanze usate sono ovviamente lecite e permesse, però la buccia è chiaramente non edibile ed è correttamente indicato (MA SOLO SULLA CONFEZIONE RETATA). . . . . . . . . . . . .

ps: nomi e riferimenti sono volutamente cancellati per il semplice motivo che non ha importanza dove sono state scattate queste foto, piuttosto è importante capire che potrebbe verificarsi in qualunque supermercato di qualunque catena, leggete le etichette, sempre.


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