Il problema centrale dell’obesità primaria è l’incapacità del soggetto di “controllare” la propria alimentazione: i soggetti obesi hanno infatti bisogno di più cibo per sentirsi sazi, complice una ridotta sensibilità dei recettori (1) e una maggiore capacità gastrica, di circa il 75% in più (2).

La serotonina è coinvolta in molti processi biologici, che hanno ripercussioni sul piano sia fisico sia psichico.

Chiamata spesso ormone del benessere o della felicità, la serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall'amminoacido essenziale triptofano.

Presente in varie aree del sistema nervoso centrale, è una sostanza sedativa che mostra una relazione diretta con i livelli dell'umore e con altre funzioni dell'organismo.

Come avviene per tutti i mediatori chimici, anche la serotonina si lega a vari recettori così da svolgere un ruolo diverso in funzione delle cellule con cui interagisce e della parte del corpo in cui è presente. Molte delle funzioni biologiche della serotonina non sono tuttavia ancora completamente chiare.

Virus e batteri sono spesso causa di malattie infettive nell’uomo, locali o sistemiche e associate o meno a febbre. Sebbene abbiano alcune caratteristiche comuni, come la capacità di trasmettersi da un individuo a un altro, e possano indurre, talvolta, patologie simili, sono microbi molto diversi tra loro.

In questo momento di preoccupazione dilagante per l’esplosione dell’epidemia causata dal nuovo Coronavirus, per chi volesse aumentare le proprie difese immunitarie e divenire più resistente a qualunque infezione – COVID-19 inclusa – sarà utile ripercorrere alcuni concetti chiave della fisiologia e della microbiologia. Ognuno di noi viene in contatto ogni giorno con un numero enorme di virus e batteri dei quali solo una minoranza risulterà patogena, cioè in grado di penetrare all’interno del corpo e replicarsi. Ognuno di noi viene in contatto ogni giorno con un numero enorme di virus e batteri dei quali solo una minoranza risulterà patogena, cioè in grado di penetrare all’interno del corpo e replicarsi. Non è un mistero che esistono persone che non si ammalano mai a fianco di altre che al primo freddo, invece, sviluppano i sintomi di un’infezione.

Il sistema immunitario è la struttura di difesa del nostro corpo contro l’invasione di batteri e virus che ci circondano e ci permeano. Una sua parte, le cellule natural killer (NK) è preposta anche alla eliminazione, per apoptosi o per necrosi, di cellule del nostro corpo che possono essere degenerate per qualunque motivo. Il sistema immunitario si trova dislocato in tutto il corpo, ma nell’intestino ne risiede la maggior quantità dato che il 60% nell’adulto e circa l’80% nel neonato e nel bambino è posizionato nelle placche del Peyer dell’intestino tenue e in grossi linfonodi nel Colon.

Il dispendio energetico potrebbe variare in base al momento del giorno. Quando è meglio consumare i pasti più calorici?

“Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero” è un vecchio detto popolare, probabilmente privo di fondamento scientifico. Tuttavia, in base ad uno studio recentemente condotto in Germania e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, un razionale forse potrebbe esserci. In particolare, sembra che il consumo di una colazione abbondante e una cena discreta possa essere il segreto per incrementare il dispendio energetico ed evitare chili di troppo. In che modo?

  

Le funzioni principali del sistema immunitario consistono nel proteggere l’organismo umano da infezioni ad opera di microrganismi patogeni quali virus e batteri, riparare danni ai tessuti e fornire una sorveglianza continua contro lo sviluppo di cellule tumorali.

Per svolgere appieno le sue funzioni, il sistema immunitario necessita di un adeguato apporto di macro- e micronutrienti.

Le carenze micronutrizionali gravi sono frequenti nei paesi in via di sviluppo, mentre nei paesi industrializzati sono endemiche le carenze subcliniche dovute per lo più a diete a base di alimenti processati, ricche di calorie ma povere di nutrienti.
I principali micronutrienti classici (vitamine e minerali) che sostengono il normale funzionamento del sistema immunitario e le difese naturali in generale sono:

Qual è la dieta migliore per perdere peso e migliorare gli indici di salute cardiometabolica? E quali sono i tassi di abbandono nel tempo? A queste domande ha cercato di rispondere un gruppo di ricercatori dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, che hanno condotto uno studio da poco pubblicato sull’American journal of nutrition

Generalmente si pensa che l’allergia al nichel abbia solo sintomi cutanei, una recente ricerca ha messo in evidenza che può dare luogo alle tipiche problematiche legate al colon irritabile.

Il grasso corporeo viene immagazzinato in tante piccole cellule adipose, chiamate adipociti.

Il numero e la dimensione di queste cellule varia da individuo ad individuo.

Il grasso corporeo può aumentare come conseguenza di uno dei seguenti processi:

La Cellulite, definita col termine di “pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica”, è considerata un inestetismo che colpisce circa l’80-90% dei soggetti di sesso femminile

E’ un disturbo a carico dell’ipoderma, un tessuto situato sotto il derma (pelle), che ha natura adiposa ed ha la funzione di isolante e di riserva calorica dell’organismo. La sua struttura dipende da diversi fattori come il sesso, l’età, la nutrizione, influenze ormonali, etc. Infatti, si evidenzia soprattutto in alcune regioni del corpo (cosce, glutei e fianchi), particolarmente sensibili all’azione degli ormoni sessuali femminili (estrogeni) che tendono a far ritenere liquidi e accumulare grasso.

Gli oligosaccaridi del latte umano, o Hmo, sono un gruppo strutturalmente diversificato di carboidrati, composti da glucosio, galattosio, N-acetilglucosamina, fucosio e acido sialico, con benefici per la salute noti e sono altamente abbondanti e specifici nel latte materno.

 

 Il digiuno intermittente dovrebbe far parte del nostro stile di vita, al pari di una dieta sana e di una regolare attività fisica”. 

Queste le conclusioni di Mark Mattson, neuroscienziato della Johns Hopkins university che, insieme al collega Rafael de Cabo 

ha recentemente pubblicato una review sul New England Journal of Medicine 

in cui fa il punto sui risultati dei più importanti studi preclinici e clinici dedicati ai benefici della restrizione calorica.

 

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